Ecommerce abbigliamento: le 7 cause principali che fanno aumentare i carrelli abbandonati.
Nell’abbigliamento online il carrello non è una decisione: è un ripostiglio. Il cliente ci mette il capo che gli piace e poi valuta. Quello che accade nei secondi successivi decide se l’ordine esiste o no.
Sotto trovi le sette cause di abbandono più frequenti, ordinate dalla meno alla più costosa. Se puoi lavorare su una sola, scendi fino alla numero 1.
N°7
Costi di spedizione scoperti solo al checkout.
Il cliente ha scelto il capo, arriva al pagamento e solo lì vede quanto costa la consegna. Su uno scontrino da 45 € una spedizione da 9,90 € cambia la percezione dell’acquisto e la scheda viene chiusa.
Cosa fare → Mostra il costo di spedizione già in scheda prodotto e tieni la soglia di spedizione gratuita vicina al tuo scontrino medio.
N°6
Registrazione obbligatoria per completare l’ordine.
Chiedere di creare un account prima di pagare aggiunge password, email di conferma e passaggi che nessuno aveva previsto. Chi compra per la prima volta spesso si ferma qui.
Cosa fare → Attiva il guest checkout e proponi la creazione dell’account dopo la conferma dell’ordine.
N°5
Metodi di pagamento mancanti o macchinosi.
Se al checkout non c’è il metodo che il cliente usa di solito — PayPal, Apple Pay, Klarna, Scalapay — non passa a un’alternativa: rimanda l’acquisto e nella maggior parte dei casi non torna.
Cosa fare → Copri i metodi più usati dal tuo pubblico e riduci i passaggi tra scelta del metodo e conferma.
N°4
Sito lento e checkout non pensato per il mobile.
La maggior parte del traffico fashion arriva da smartphone. Campi coperti dalla tastiera, zoom necessario per leggere, immagini che caricano in ritardo: ogni frizione sul mobile si traduce in carrelli lasciati a metà.
Cosa fare → Lavora sul tempo di caricamento della scheda prodotto, riduci i campi obbligatori e abilita l’autofill.
N°3
Politica di reso poco chiara.
Quando non è evidente chi paga il reso, entro quanti giorni si può fare e in quanto tempo arriva il rimborso, il cliente rimanda la decisione. Nel fashion il reso è parte del processo d’acquisto, non un’eccezione.
Cosa fare → Metti tempi, costi e modalità di reso accanto al pulsante di acquisto, non solo in una pagina dedicata.
N°2
Fiducia insufficiente nel brand.
Poche recensioni visibili, nessun riferimento all’azienda, contatti difficili da trovare. Il capo piace, ma il cliente si chiede se l’ordine arriverà davvero e con chi parlerà se qualcosa va storto.
Cosa fare → Rendi visibili recensioni verificate, dati aziendali, contatti reali e metodi di pagamento protetti.
Il motivo #1 per cui i carrelli vengono abbandonati:
Incertezza sulla taglia: il cliente non sa quale misura scegliere.
È l'unica causa che non vive nel checkout: vive nel selettore taglia. Il cliente apre la guida taglie, non si ritrova in una tabella di centimetri, torna indietro, esce. Oppure ordina due taglie e mette in conto un reso già previsto. In entrambi i casi il tuo store paga: un ordine perso, o un ordine che rientra.
Mody risolve esattamente questo punto. Un pulsante "Trova la tua taglia" sulla scheda prodotto: il cliente risponde a quattro domande — altezza, peso, età, vestibilità preferita — e riceve la taglia consigliata per quel capo specifico. Senza foto, senza metro, senza account. Le risposte si riutilizzano su tutto lo store, così anche i capi da abbinare arrivano con la taglia già suggerita.
Fonti: Baymard Institute, ricerche su abbandono del carrello e usabilità del checkout; analisi aggregate Mody sui comportamenti d’acquisto negli e-commerce fashion.